Detto anche “ciavattone”, il Fagiolone di Vallepietra è una varietà di legume coltivato nelle aree della campagna romana, in particolare nella zona che fa capo al borgo medievale da cui prende il nome questo alimento, situato nel cuore del parco dei Monti Simbrutini. Qui è presente un microclima unico, delimitato dalle alture circostanti e dalle numerose sorgenti di acqua pura che alimenta l’acquedotto del Simbrivio. La felice combinazione dell’altitudine e dell’acqua cristallina, ha consentito a questo fagiolo di adattarsi perfettamente all’ambiente, pur essendo originariamente una tipologia rampicante che di norma veniva coltivata insieme al mais “agostinella” (detto così perché raccolto a fine estate). Il seme del legume si presenta con un caratteristico colore bianco perlaceo ed una buccia molto sottile. Per conservare ottimamente il prodotto, spesso vengono aggiunte delle foglie di alloro, stipando i fagioloni in sacchi di iuta. Il raccolto viene immagazzinato solitamente in cantine fresche e asciutte, per consentire al legume di mantenere intatte tutte le sue proprietà organolettiche.

Come ingrediente per ricette semplici e gustose, il Fagiolone di Vallepietra può essere mangiato in bianco o con l’aggiunta di olio extravergine, magari con un po’ di cipolle. Altri modi di provare questa vera e propria specialità del territorio sono il condimento con il sugo di salsiccia e cotenna di maiale, o ancora aggiungerlo come ingrediente per zuppe e insalate. Il prodotto è stato insignito della Denominazione di Origine Protetta, come gemma della produzione agro-alimentare laziale. Si tratta di un alimento “povero ma allo stesso tempo ricco”, un concentrato di natura e di qualità nutrizionali pregiate, sano e soprattutto buono.